Style Magazine (CdS)

Pubblicato il da ondamagisblog2

Un magazine dal taglio maschile è il mensile che il Corriere della Sera propone ai suoi lettori uomini. Ciò non vuol dire che alle donne sia proibito leggerlo, perché anzi trovo che sia un magazine abbastanza valido e interessante nei temi proposti.

I giornalisti che firmano gli articoli sono le stesse firme del CdS, a garanzia di ottime e veritiere letture, il cui concetto è basato sulla qualità della vita e su temi come tendenze, cultura, consumi, moda e tempo libero << con un nuovo concetto di stile a far da comun denominatore >> (fonte: il sito di “Style”).

Il formato è un po' più grande del solito A4; i caratteri usati per la stampa, piuttosto piccoli, (ma non è il primo magazine a fare diventar ciechi i suoi clienti!).

La copia che sto recensendo è il n°3 di marzo 2012.

 

STYLE MAGAZINE viene venduto esclusivamente in abbinamento col CdS, se appena pubblicato, al prezzo di € 1,50; nei giorni successivi viene venduto, a richiesta col quotidiano, a € 2.

Le pagine sono, in tutto, 218. La pubblicità presente, non dico lo stesso, ma poco manca. Giusto per fare il solito esempio che sono solita fare sempre, quando recensisco una rivista, prima di arrivare a consultare il sommario, ho dovuto superare ben 24 pagine di pubblicità di ogni genere, soprattutto di moda maschile, ma che non disprezza affatto quelle di orologi, auto e profumi.

 

Per leggere qualcosa, insomma, ho dovuto attendere la pag. 43, dove Domenico De Masi mette al corrente i lettori che la Terra è totalmente connessa mediante internet e i cellulari, e che entro il 2045 le macchine penseranno meglio di noi!

 

Anche gli altri servizi di Pierluigi Battista, Ernesto Galli della Loggia, e Dario Di Vico li ho trovati validi e obiettivi, tutti basati su arguti punti di vista.

 

Un articolo centrale, ampio e ben approfondito è invece quello scritto da Daniele Manca, su Massimo Sarmi, l'imprenditore alla guida, da alcuni anni, dell'Ente Poste, che ha trasformato in un colosso da un utile di oltre un miliardo, nel solo 2010.

 

A pag. 67, inoltre, Antonio Macaluso ha intervistato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, che propone un piano per aggirare l'Articolo 18...

Non mi soffermo a dare il mio parere su certe discutibili affermazioni, come questa che segue: << L'Italia è un paese ricco. Non vogliamo spremerla, ma valorizzarne tutte le potenzialità >>.

Mi sembra che parli eloquentemente da sola! O no?

 

Ogni copertina di STYLE MAGAZINE è poi dedicata a un personaggio che ha fatto parlare di sé. In questo numero di marzo viene intervistato, da Guido Santevecchi, Alan Rusbridger, cioè il direttore del più autorevole quotidiano britannico, il Guardian, prima testata al mondo ad aver pubblicato i documenti di Wikileaks e scoperto lo scandalo intercettazioni del News of the World.

La caratteristica più saliente, ultimamente, di questo manager, è che, dopo aver perso 40 milioni di euro all'anno, vuole allestire un giornale in digitale costituito dai servizi dei redattori e dai contributi che i lettori/collaboratori possono dare, in tempo reale, per alimentare e tenere vive le notizie. Da ciò, si trova rivoluzionata la figura del redattore, visto non più come depositario della notizia, bensì come il manager di questa miriade di news in arrivo.

In effetti, afferma ancora Rusbridger, quando il Guardian ha pubblicato on line 400 mila documenti, ben 20 mila lettori hanno dato il loro contributo per aiutarli a studiarli tutti. Questa sì che è collaborazione!

 

Bello anche lo spazio che segue, dedicato ai “Digital Giornalisti”, una nuova categoria di fare giornalismo, più aggiornata e tecnologizzata, che fa uso del web o dei videotelefonini per diffondere le notizie in tempo reale.

 

Non manca anche l'angolo della lettura, dell'informazione su ristoranti meritevoli, come l'intervista al giovane campione mondiale di scacchi, Magnus Carlsen, persona poliedrica e dai gusti fini.

A questo segue una serie di brevi descrizioni di persone considerate “di style”, come il soprano Desirée Marcatore e lo storico dell'arte Flavio Caroli.

 

Anche le auto hanno il loro bello spazio dedicato, da pag. 110 a pag. 115, a cui segue un bell'articolo sugli orologi.

Ma lo spazio che ho trovato particolarmente interessante, è stato quello intitolato “Andare per cultura”, rubrica in cui vengono esposti svariati argomenti, come l'arte liberty del '900, o assaporare vini come il sangiovese.

E, a proposito di vini e cibo, per la rubrica “In Società”, ecco a pag. 132 un gran bel servizio di Marisa Fumagalli sugli chef improvvisati, ma validi e appassionati, come l'attore Filippo Nigro, o il ricercatore e conduttore televisivo Marco Bianchi, se non l'odiato ex ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che si è lasciato fotografare mentre affetta della carne rossa... basta non parlo più. Mi veniva spontanea una pesante ironia sull'azione fotografata, che credo sia meglio tenere per me! ^__^

 

Sempre per “In Società”, ecco il bell'articolo di Ornella Alessio sulle locande che valorizzano il territorio, offrendo ottimo cibo locale e camere confortevoli a prezzi non troppo esosi. Questo tipo di alloggi sono, per lo più, rintracciabili in regioni come l'Umbria, la Toscana, la Liguria, il Veneto e perfino la Francia.

 

La rubrica continua dando spazio alla moda, come la storia e l'evoluzione della camicia, fino a divenire un elemento trendy dell'abbigliamento maschile.

 

La cucina torna a pag. 157 con alcune ricette a cui è sempre abbinato il vino giusto.

E, restando in campo alcoolico, ecco a voi le eredi dell'azienda di una grappa pregiata, la friulana Nonino: Francesca e Chiara Bardelli Nonino, le quali, nel frattempo, a 21 e 26 anni, studiano all'università, per poi entrare, a pieno titolo, nell'azienda che erediteranno.

 

Anche lo spazio per l'arredamento non è stato trascurato: a pag. 171 Fausta Chiesa illustra la casa romana di Gianni Bulgari, il gioielliere futurista che vive nella casa che fu di Audrey Hepburn, una sorta di Hollywood sul Tevere in stile Déco.

Ampia, spaziosa, sobria, ma anche arricchita di pregiati particolari, questa bella e luminosa dimora non è un inno allo sfarzo e all'opulenza, come quella di un suo collega milanese, di cui ho parlato nella precedente opinione, ma un altro all'eleganza e la sobrietà.

 

Infine, l'ultimo servizio degno di nota, secondo me, è quello dedicato a una strana commistione di elementi: l'arte enigmatica di Klimt mescolata alla moda, dà vita a una fusione di arti tutte particolari, che vengono esposte in varie mostre, oltre a dare spunto a nuove fantasie sulla stoffa, che stilisti di richiamo hanno approfittato a realizzare per capi assolutamente esclusivi, con prezzi neanche da capogiro.

 

La moda continua a far bella mostra di sé con un paio di modelli affascinanti e ricercati, che richiamano la bianca eleganza di Hemingway.

Per fortuna, queste pagine dedicate alla moda sono poste proprio alla fine. Ritengo, infatti, che uno spazio noioso, come quello della moda, dopo tanta pubblicità della stessa, sia stata una decisione saggia porlo alla fine del magazine.

 

Consiglio la lettura di questo interessante magazine, qual è STYLE, a tutti coloro che non vogliono trascurare l'aspetto serio e profondo di cultura, politica e attualità, a quello più frivolo della moda, della cucina, ecc.

Io l'ho trovata una rivista intelligente e ben studiata - pubblicità a parte -, se solo fosse stata corredata di scritte dai caratteri un po' più leggibili, le avrei anche dato 5 stelline, invece che 4.

 

STYLE MAGAZINE è edito da RCS Media Group S.p.A. (Rizzoli), il cui direttore responsabile è Carlo Montanaro.

La sede della redazione è invece in

via Angelo Rizzoli, 8 (MM Cescenzago)

20132 Milano;

 

tel. 02-2584.1; fax: 02-25846810;

 

link del sito web: http://www.rcspubblicita.it/site/home/mezzi/periodici/style-magazine.html.

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Antonia 10/11/2012 09:57

Fra tante riviste femminili, mi sembra giusto un magazine dal taglio maschile, ciao!

Paolo Caiomario 10/06/2012 21:07

Perfetta illustrazione!!

monica c. 10/04/2012 19:10

sono sincera, non l'ho mai sfogliato